Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘C. Strayed’ Category

wild-trailer-e-poster-del-dramma-biografico-con-reese-witherspoon-2

1994-1995. Cheryl Strayed ha 26 anni e una vita che le sta scappando di mano senza che lei riesca a fare niente per fermarla.

Nel 1991 un cancro si è portato via sua madre a soli 45 anni. Rapido. Improvviso. Impensabile. Nel giro di pochi mesi si è preso la donna che per Cheryl era tutto e lei si è trovata da sola in un vuoto che non è capace di guardare e che riempie a caso con tutto quello che può farle più male. Butta via il suo matrimonio. Butta via i suoi legami. Butta via il suo corpo tra eroina e un sesso feroce e autodistruttivo.

Fino al punto di rottura. Il punto in cui o ci si perde per sempre o si prova a ricominciare.

Cheryl lascia tutto e parte. Decide di affrontare il Pacific Crest Trail. Percorre da sola 1.100 miglia in 94 giorni, attraverso 25 foreste e 7 parchi nazionali. Dai 4mila piedi di altezza della Sierra Nevada al livello del mare, passando per il Deserto del Mojave, il Sequoia National Park, lo Yosemite, fino ad arrivare al Bridge of the Gods, il ponte sospeso sopra il Columbia River, tra Oregon e stato di Washington.

Lungo il percorso lascia messaggi e citazioni sui registri delle tappe. E’ una delle poche donne a compiere questo trekking. E’ una ragazza sola e la voce si sparge. Man mano che procede Cheryl incontra persone a volte disposte ad aiutarla, a volte solo curiose, altre volte che la spaventano.

Cheryl cammina. Ha un passato gigantesco da lasciarsi alle spalle e lo fa nel modo più semplice. Camminando. Andando avanti. Andando oltre. Parte con uno zaino mostruoso, che quasi la schiaccia a terra, insostenibile come ciò da cui sta scappando.

Cheryl cammina e vuole mollare.

Cammina e ricorda.

Cammina e rimpiange.

Cammina e urla.

Cammina e non ce la fa più.

Cammina in quella che sostanzialmente è una lunga e straziante elaborazione del lutto.

Cammina e arriva al fondo del suo dolore per poter finalmente cominciare a diventare la donna che sua madre le ha insegnato ad essere.

Per ricominciare non basta lasciarsi il passato alle spalle. Bisogna accettarlo, quel passato. Accettare che faccia parte di noi. Con il suo buio e con il suo dolore.

La narrazione – il cammino – è inframmezzata da continui flash back che ricostruiscono la storia di Cheryl e chiariscono progressivamente i motivi del suo viaggio parallelamente al suo graduale prenderne coscienza. I ricordi si susseguono di pari passo con la loro rielaborazione.

La regia di Jean-Marc Vallée e la sceneggiatura di Nick Hornby conferiscono un tono delicato, toccante ma assolutamente mai melodrammatico a questa storia vera (alla base c’è il libro della stessa Cheryl, Wild: From Lost to Found on the Pacific Crest Trail) di perdita e redenzione.

Ci sono tristezza e dolore, certo, ma la sensazione prevalente che trasmette questo film non è cupa né malinconica. E’ il sorriso di Cheryl. Sono i suoi ricordi più belli. E’ sua madre Bobbi che canta in cucina.

Giustamente meritate le due candidature all’Oscar per Reese Witherspoon (Cheryl) e Laura Dern (la madre), entrambe bravissime, vere, terribilmente umane.

Cinematografo & Imdb.

FOX_8524.psd

8798109_orig

reese-witherspoon-in-wild-movie-2

1418533630_Dern1

FOX_5059.psd

Read Full Post »

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: