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Archive for ottobre 2018

In uscita il 22 novembre.

La regia è di Leigh Whannell che prima di questo ha diretto solo Insidious 3 – L’inizio e che ha al suo attivo prevalentemente sceneggiature tra cui la saga di SawInsidious.

Viste le mie recenti considerazioni sui seguiti di Insidious, in effetti, questo non dovrebbe essere per me motivo di incoraggiamento.

Né dovrebbe esserlo il fatto che il soggetto in sé pare essere l’ennesima variazione sul tema potenziamenti inaspettati. 

Ma tant’è, ha qualcosa che mi incuriosisce.

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Cosa ci fanno un prete, una cantante, un rappresentante di aspirapolvere e una hippie in un hotel piazzato a cavallo del confine tra Nevada e California?

No, non è l’inizio di una barzelletta ma la domanda a cui Drew Goddard si propone di dare una risposta con questo curioso film che ha aperto l’ultimo Festival del Cinema di Roma.

Goddard – prevalentemente sceneggiatore e ricordato principalmente per The Martian e Quella casa nel bosco (ma che io ricorderei più volentieri per Cloverfield e World War Z) – si cimenta qui anche alla regia con risultati direi più che meritevoli.

Una galleria di personaggi ambigui e indecifrabili.

Un’ambientazione meravigliosamente anni Settanta – a giudicare dai riferimenti siamo all’inizio del 1969.

Un albergo diviso in due in modo molto scenografico con arredi e allestimenti degni di Las Vegas.

Un puzzle di storie slegate che vanno a ricomporsi pezzo per pezzo in un unico quadro.

Molto tarantiniano nei presupposti, un po’ meno forse nella realizzazione – da non intendersi come una critica – 7 Sconosciuti a El Royale è divertente e ben equilibrato.

Se la stranezza del posto attira subito l’attenzione, il ritmo veloce non consente distrazioni, tra flash back che saltano nel passato dei personaggi, scene viste e riviste dalle diverse prospettive di ciascuno di loro e ironici riferimenti (ammiccamenti) sparsi ai principali fatti di cronaca che hanno caratterizzato la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta.

Buono anche il cast, con Jeff Bridges che spicca sopra tutti e la bella voce di Cinthya Erivo.

E poi Chris Hemsworth – alleggerito di circa 13 chili di muscoli per l’occasione – John Hamm e un Lewis Pullman semi-sconosciuto ma che ho trovato particolarmente degno di nota.

C’è anche Dakota Johnson che continua a starmi sul culo a livelli stratosferci per cui non riesco ad apprezzare la sua monoespressività da triglia nonostante il ruolo potenzialmente interessante. Trovo molto più apprezzabile – in tutti i sensi – Cailee Spaeny nel ruolo della sorella di Dakota.

Resta da capire cosa ci fa lì in mezzo Xavier Dolan nei panni di un viscido discografico.

Divertente e pieno di spunti interessanti.

Consigliato.

Cinematografo & Imdb.

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Fiona Maye (Emma Thompson) è una giudice dell’Alta Corte britannica.

Una carriera notevole alle spalle, una dedizione totale e incondizionata al suo lavoro e al suo ruolo.

Una ferma risolutezza nell’affrontarne le contraddizioni, i lati oscuri, le conseguenze. Siano esse le inevitabili polemiche e tempeste mediatiche nel caso di cause particolarmente delicate, o l’inarrestabile sgretolarsi del suo matrimonio.

Quando Jack (Stanley Tucci), il marito decide di andarsene, Fiona ne è sconvolta ma questo – come nient’altro del resto – la distoglie dal rimanere sempre coerentemente fedele al suo personaggio. Continua a lavorare. Continua a dedicarsi a tutte le attività che normalmente svolge.

Nel frattempo le arriva un caso molto urgente, che richiede una decisione nel giro di pochi giorni.

Adam Henry, minorenne ancora per qualche mese, malato di leucemia, si oppone, per motivi religiosi, a ricevere trasfusioni che potrebbero salvargli la vita.

Per qualche ragione che forse trascende la comprensione di Fiona stessa, la giudice decide di sentire direttamente l’opinione del ragazzo e va a trovarlo in ospedale.

L’incontro tra Adam e Fiona segnerà in modo determinante e indelebile le vite di entrambi.

Bello, bello, bellissimo.

Non ho letto La ballata di Adam Henry da cui il film è tratto, ma vedo che la sceneggiatura è dello stesso McEwan quindi presumo che non abbia stravolto il senso e il tono del suo stesso libro.

E in ogni caso conosco abbastanza l’autore per riconoscerne l’impronta inconfondibile e quella capacità di colpire a fondo come pochi riescono a fare.

La regia di Richard Eyre (Diario di uno scandalo) si trova a suo agio con la sceneggiatura e ben si sposa con i ritmi e i modi di un film delicato e, a tratti, impietoso al tempo stesso.

Emma Thompson è immensa.

Per me le si potrebbe pure dare subito l’Oscar saltando a piè pari nomination e cerimonia. E’ lei stessa l’anima profonda di questo film. E’ tutto lei. E’ solo lei. Centro gravitazionale della storia e del mondo che prende vita in essa. Forte, espressiva, tenace, fragile, riesce a incarnare e ritrasmettere intatte tutte le emozioni di questa donna incredibile.

Misurata, mai sopra le righe, perfetta, toccante.

Bravo anche Stalney Tucci nel ruolo del marito.

E molto bravo anche Fionn Whitehead (Dunkirk), nel ruolo di Adam.

Un film delicato e trascinante. Un’interpretazione memorabile per una storia così terribilmente vera, dalle profonde implicazioni etiche e morali e dal sapore di una ricerca di giustizia che è vocazione prima ancora che legge.

Da non perdere.

Cinematografo & Imdb.

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Questo dovrebbe uscire ad aprile negli Stati Uniti, quindi è presumibile che da noi arriverà più o meno per la prossima estate.

Dal trailer non mi pare che abbiano apportato poi grandi modifiche alla sceneggiatura.

Non sono particolarmente entusiasta di Jason Clarke ma pazienza.

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Film d’apertura a Venezia di quest’anno, Ryan Gosling di nuovo diretto da Damien Chazelle per interpretare la vita di Neil Amstrong.

Aria di Oscar, o almeno queste sembrano le intenzioni.

Nelle sale dal 31 ottobre.

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Mentre aspetto di andare a vedere Il Verdetto, scopro che in arrivo c’è anche questa bella cosa qui, sempre tratta dalle pagine di Ian McEwan.

Chesil Beach è una specie di mostro sacro e provo un misto di emozione e timore nel pensarlo sullo schermo.

Il fatto che la sceneggiatura sia dello stesso McEwan mi lascia ben sperare e, davvero, non penso che avrebbe potuto esserci scelta più azzeccata di Saoirse Ronan per il ruolo di Florence.

Il trailer dice che uscirà il 15 novembre. Imdb dice il 6 dicembre. Insomma, prima o poi arriva.

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