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Archive for the ‘Liberaci dal male’ Category

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Tratto dal libro Beware the Night di Ralph Searchie e Lisa Collier Cool, basato sulla (presunta) storia vera degli avvenimenti vissuti dal sergente Searchie che si trovò alle prese con una serie di crimini apparentemente inspiegabili.

Di film su demonio-male-possessioni-demoniache & co ne escono di continuo e, se è vero che le tematiche più inflazionate generalmente offrono ben poco di nuovo o originale in termini di rielaborazione, è anche un fatto che questa realtà è doppiamente vera nel caso dell’horror.

Nel caso specifico, la possessione demoniaca è forse una delle declinazioni dell’orrore maggiormente sfruttate nell’ultimo decennio. Vuoi perché il pubblico, nonostante tutto, pare apprezzare più l’inquietudine del male in agguato rispetto allo splatter chiaro e diretto, vuoi perché, per sua natura, l’argomento offre margini più ampi di variazione, sta di fatto che il demoniaco è un po’ come il nero, non passa mai di moda.

Scott Derrickson, regista del più che discreto The Exorcism of Emily Rose (2005), conosce la materia, è consapevole di muoversi su un terreno minato di ovvietà e se la gioca con intelligenza, partendo subito con un bell’omaggio a quello che è, se non cronologicamente, di certo sostanzialmente, il capostipite di questo filone in ambito cinematografico, vale a dire L’esorcista di Friedkin del ’73. Perché siamo onesti. Tutto quello che c’era da dire sulle possessioni e sugli esorcismi lo ha detto Friedkin. E, finora, rimane quello che lo ha detto meglio di tutti.

Anche qui partiamo dall’Iraq. Anche qui a ritornare indietro non sono solo persone ma anche qualcosa di innominabile.

E ancora. Tributo nel tributo, oltre alla scelta del luogo da cui far partire tutto, un altro rimando friedkiniano è il fotogramma con la scritta malefica che si fa appena in tempo a cogliere, come le svariate immagini del volto del demonio che appaiono nelle zone d’ombra in casa MacNeil.

Ambientazioni prevalentemente notturne, poca luce, pioggia, ombre che si spostano. Uno scenario urbano cupo e decadente. Una violenza che sembra permeare tutto. Un’oscurità dilagante che preme per inghiottire la luce.

Il maggior pregio di tutto il film è sicuramente il perfetto equilibrio che si crea tra il filone poliziesco e quello sovrannaturale. La prospettiva è quella di Searchie. E’ un poliziotto. Conduce indagini concrete. Il progressivo insinuarsi del sovrannaturale passa attraverso l’analisi razionale di quelli che sono indizi inspiegabili e scene del crimine piene di incongruenze.

Bravo Eric Bana, eroe dimesso, forse un po’ scontato con i suoi fantasmi ma comunque credibile nella parte. E bravo anche Edgar Ramìrez, nel ruolo di un prete forse un po’ troppo ostentatamente anti-convenzionale ma ben riuscito in ogni caso.

Fortunatamente limitati gli accenni al cattolicesimo e alle origini italiane di Searchie, il che vuol dire limitati gli inevitabili cliché del caso.

Buono il ritmo e ben strutturato lo scatto di prospettiva dell’indagine con l’introduzione del paranormale. Poi vabbè, le scene di esorcismo son quelle che sono e non lo dico perché siano malfatte ma perché è obiettivamente difficile che si veda qualcosa di nuovo in quello che fa un posseduto. Sì, ok, qui il tizio in questione allunga e disarticola il collo all’indietro, che forse (ma dico forse) è una cosa che non si era ancora vista fatta proprio così, però, ecco, non è neanche quello il punto.

Coinvolgente e inquietante. L’avevo un po’ snobbato all’uscita in sala ma non è male per niente.

Cinematografo & Imdb.

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In uscita il 20 agosto.

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