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Archive for the ‘Jack Et La Mécanique Du Coeur’ Category

Un freddo cane, fuori del normale, inchioda la città. I vecchi commentano che potrebbe essere il giorno più freddo del mondo. Il sole sembra scomparso per sempre. Il vento è sferzante, i fiocchi di neve sono più leggeri dell’aria. BIANCO! BIANCO! BIANCO! Esplosione sorda. Non si vede altro. Le case ricordano locomotive a vapore, il fumo grigiastro che esala dai camini fa scintillare un cielo d’acciaio.

Ed è in questa notte più fredda del mondo che, in una casetta abbarbicata sulla collina più alta di Edimburgo, viene alla luce Jack, tratto dal ventre di una madre giovanissima e impaurita e affidato alle sapienti mani della strana dottoressa Madeleine. Un po’ strega, un po’ levatrice, Madeleine si accorge che il cuore del piccolo Jack non batte perché è congelato e rimedia nell’unico modo che le viene in mente con quello che ha a portata di mano. Con dita abili e veloci sostituisce il cuore del piccolo con un orologio a cucù. Collega vene e meccanismi, carne e legno, nervi e ingranaggi.

Il piccolo Jack è salvo.
Avere per cuore un orologio a cucù presenta però qualche inconveniente.
Il ticchettio, per dirne una. Che, per giunta, aumenta in modo imbarazzante quando meno sarebbe opportuno.
E poi, un orologio di legno, per quanto preciso possa essere, deve essere ricaricato regolarmente.
E, non ultimo, è anche piuttosto fragile. Non si può pensare che regga gli sforzi e le emozioni di un cuore normale.

Uno, non toccare le lancette.
Due, domina la rabbia.
Tre, non innamorarti mai e poi mai.
Altrimenti, nell’orologio del tuo cuore la grande lancetta delle ore ti trafiggerà per sempre la pelle,
le tue ossa si frantumeranno,
e la meccanica del cuore andrà di nuovo in pezzi. 

Queste sono le condizioni. Ma non si può pensare di vivere al riparo dalle emozioni.
Ed è così che quando Jack per caso si imbatte in una piccola meravigliosa cantante andalusa dalla voce da usignolo e dalla vista debole, tutto si capovolge e tutto precipita.
Improvvisati duelli d’amore nel cortile di una scuola e un viaggio rocambolesco in giro per l’Europa, passando per Parigi e approdando a Granada.
Jack sa che rischia di compromettere irrimediabilmente il delicato meccanismo del suo cuore ma è disposto a tutto per la sua bella Acacia.

Mathias Malzieu dà vita ad una favola surreale, divertente e malinconica sugli effetti collaterali dell’amore e dei sentimenti in generale. Nel suo tono strano e negli accostamenti improbabili di immagini e parole si incrociano le invenzioni potenti e visionarie di un Méliès vagabondo e le elucubrazioni tristi di un solitario (e poteva essere altrimenti?) Jack lo Squartatore a fare da cornice e contorno alle avventure incoscienti del giovane Jack.

Bello. Mi è piaciuto molto. E se, ad una prima lettura, ho avuto qualche perplessità sul finale, più ci penso e più mi rendo conto che non avrebbe potuto essere diverso. E’ un finale perfetto per la storia.

Una curiosità. Il libro di Malzieu esce nel 2007 che è anche l’anno di uscita de La straordinaria invenzione di Hugo Cabret, di Brian Selznick dove, di nuovo, Georges Méliès compare come personaggio.
Non ho tuttavia idea di quali siano i rapporti tra i due autori e i due libri né se si tratti di qualcosa di più di una semplice coincidenza.

Nel 2013 è anche uscito Jack et la mécanique du cœur, film d’animazione (dai toni squisitamente burtoniani direi) tratto dal libro, sceneggiato e codiretto dallo stesso Malzieu che, con il suo gruppo, i Dionysos, ne ha composto e interpretato anche la colonna sonora.

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