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Archive for the ‘P. Calabresi’ Category

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Smetto quando voglio aka, ma quindi è possibile fare un film italiano senza ravanare in sordidi casi umani e riuscire pure a far ridere senza ricorrere a doppi sensi degni del peggior repertorio di un tredicenne in piena tempesta ormonale?!

Ebbene pare di sì.

Che poi non è che si stia parlando di un capolavoro eh, solo che, vista la desolante media del panorama delle commedie italiane, verrebbe quasi dal gridare al miracolo.

Un gruppo di brillanti ricercatori o ex ricercatori universitari tra i migliori esponenti della propria (nostra) generazione, costretti a vivere di lavori di ripiego, assolutamente al di fuori – e al di sotto – delle loro competenze. Sottopagati e precari. Che sono un po’ le parole chiave degli ultimi dieci-quindici anni.

Sfruttando le rispettive competenze – prime fra tutte quelle chimiche e neurologiche – sintetizzano una nuova droga che – proprio perché nuova non rientra (ancora) nell’elenco delle sostanze illegali per lo stato italiano e si improvvisano spacciatori.

Un po’ Big Bang Theory  un po’ Ocean’s Eleven (e anche un po’ Breaking Bad, anche se solo nel presupposto), Smetto quando voglio è ben costruito, divertente e intelligente.

Sidney Sibilia – classe 1981 – al suo primo lungometraggio – mescola tutta una serie di elementi fortemente caratterizzanti per la generazione dei trentenni di oggi. I colori fluo anni Ottanta volutamente esaltati, una colonna sonora rock-pop – Why don’t you get a job degli Offspring in apertura -, i riferimenti più o meno velati ad altri film che nel frattempo sono diventati cult – uno per tutti, la scena della riunione abusiva nel capannone industriale deserto e il discorso di Pietro (Edoardo Leo) – che parla dei suoi soci come delle migliori menti in circolazione – che ricalca tantissimo il discorso di Tyler Durden in Fight Club.

Buono il cast, quasi interamente maschile fatta eccezione per Valeria Solarino. Buona la recitazione, senza inutili picchi di enfasi senza parole mangiate come si vede fin troppo spesso in tanto cattivo cinema nostrano. Piccola parte anche per Neri Marcorè.

Paradossale, caricaturale, smitizzante, risulta gradevole, sinceramente spassoso, mai volgare o eccessivamente sopra le righe.

Molto consigliato.

Cinematografo & Imdb.

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