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Archive for the ‘T. Chiang’ Category

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Dodici navi aliene compaiono improvvisamente nei cieli in diverse parti del pianeta. Atterrano, o quasi, nel senso che si piazzano vicine al suolo tanto da essere raggiungibili.

Ogni 18 ore un portellone si apre ed è consentito l’accesso all’interno della nave.

Ma chi sono? Da dove vengono? E, soprattutto, l’interrogativo che getta nel panico tutte le nazioni, che cosa vogliono?

La dottoressa Louise Banks (Amy Adams), esperta linguista, e lo scienziato Ian Donnelly vengono selezionati per guidare una squadra che ha il compito di trovare un modo di comunicare con gli alieni all’interno dell’astronave.

Louise e Ian si trovano catapultati in una dimensione completamente altra rispetto a tutto ciò che hanno conosciuto finora. In particolare, Louise si trova a dover ricomporre i pezzi sparsi di una vita distante come le immagini di un sogno, nel labirinto di indizi costituiti dai simboli di una lingua incomprensibile e indecifrabile.

E’ difficile parlare di questo film senza spoilerare perché il suo significato profondo è strettamente legato all’utilizzo di un espediente narrativo tanto semplice quanto inaspettato e insolito.

Quel che si può dire è che Denis Villeneuve non delude le aspettative che si legano sempre maggiormente al suo nome dopo gli ottimi lavori di Prisoners (2013) e Sicario (2015) – mi manca Enemy (sempre 2013) che peraltro mi incuriosisce non poco.

Arrival è un film di alieni totalmente fuori canone per gli standard attuali. I toni onirici, quasi surreali, le atmosfere ovattate e cariche di tutta la tensione dell’ignoto ricordano i vecchi film di fantascienza, con qualche strizzata d’occhio tutt’al più a Spielberg.

Niente effetti speciali, niente combattimenti o catastrofi. Un film tesissimo, originale e intelligente, incentrato interamente sul linguaggio e sulla comunicazione. Quella con gli esseri venuti dallo spazio ma anche quella tra gli esseri umani, in definitiva, non meno astrusa e indecifrabile.

Una danza pericolosissima, potenzialmente letale, sulle note della molteplicità dei significati e sull’arbitraria varietà della sua loro veicolazione.

Ottima Amy Adams – candidata al Globe come miglior attrice, insieme alla colonna sonora del film, anch’essa, in effetti, per niente banale.

Nel cast anche Forest Whitaker.

Cinematografo & Imdb.

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