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Archive for the ‘M. Forster’ Category

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L’ho visto, l’ho visto.

Il venerdì dovrebbe essere giorno di video ma, dal momento che dalla prossima settimana questo posto andrà in vacanza per un po’, mi spiacerebbe non parlarne subito.

Allora, ad essere onesti va detto che di nuovo non c’è niente. Però è fatto bene. Nel senso che la tensione c’è e non si allenta, in un susseguirsi di situazioni ben costruite e decisamente adrenaliniche. Buon ritmo e diversi salti sulla poltrona anche senza l’ausilio di improvvisi picchi di volume. L’inizio, in particolare, con la prima fuga nel palazzo, mi ha fatto veramente venire l’ansia.

La trama è un po’ deboluccia, quello sì, ma lo è in modo così ostentato da essere palesemente voluto. Non è che non funzioni ma è come se dichiarasse esplicitamente una precisa intenzione di mancanza di originalità. Al punto che non è neanche necessario spiegare davvero perché gli zombie diventano tali o da dove nasce il tutto. Inizialmente si parla di epidemia di rabbia (28 giorni dopo), poi subentra il concetto di non-morti – in modo peraltro decisamente improprio – ma né uno né l’altro vengono particolarmente approfonditi. Quello che interessa è la situazione attuale. E per sopravvivere ad essa bisogna combattere.

Unica nota originale potrebbe essere la soluzione proposta dal protagonista per contrastare l’epidemia, che non mi pare sia già stata tirata fuori altrove, per lo meno non di recente.

Per il resto, come dicevo, niente che non si sia già visto (anche se questo potrebbe in realtà valere un po’ per tutto). Le scene con gli elicotteri che cercano di alzarsi in volo con tutti gli zombie attaccati ormai sono d’obbligo, e se non ci mettiamo almeno un disastro aereo non vale neanche la pena di scomodarsi. E poi un po’ di sottofondo politico non fa mai male – anche se devo ammettere che l’idea di Gerusalemme, ultimo baluardo israeliano protetto da altissime mura, era carina. Anche la dinamica del protagonista mosso solo dalla volontà di salvare la propria famiglia e ricongiungersi ad essa è piuttosto un cliché, ma pazienza.

Di Brad Pitt è persino inutile parlare, tanto lo si potrebbe anche mettere a lavare strofinacci da cucina e risulterebbe comunque credibile.

Nel cast c’è anche Pierfrancesco Favino, che non fa una brutta parte, anche se io non l’ho ancora perdonato per avermi rovinato Lincoln.

E oltretutto è estremamente pulito per essere uno zombie-movie – e forse proprio questo è il tratto più insolito. Non dico che debbano esserci per forza gli sbudellamenti in primo piano, ma qui non scappa neanche una goccia di sangue. E gli zombie non cadono neanche troppo a pezzi. Non che se ne senta la mancanza, per carità, solo è curioso.

Morale, confermo l’impressione di un lancio decisamente sovradimensionato e di sicuro non è un kolossal, ma Forster ha mestiere e sfrutta bene anche gli elementi base del genere, tirando fuori un film che si guarda più che volentieri. In effetti, riflettendoci, è come se  il suo interesse fosse maggiormente focalizzato sul canone delle situazioni tipiche da fuga dalla pandemia tralasciando volutamente quelle più specifiche riguardanti la metamorfosi in zombie.

La colonna sonora. Muse, come dicevo l’altro giorno. In realtà mi aspettavo anche qualcosetta in più però non ci sta male. Di fatto il tema portante del film è Isolated System – e in effetti sulle prime scene ero parecchio distratta dalla musica.

Poi c’è una versione strumentale di Follow Me che è fantastica e speravo davvero che la usassero nel film mentre è relegata solo ai titoli di coda.

Cinematografo & Imdb.

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Come dicevo a inizio post, dalla prossima settimana, vacanza. Di sicuro per due settimane, poi non lo so, è probabile che per luglio e agosto il ritmo dei post sia un po’ più irregolare. Se riesco, domani e dopodomani mi piacerebbe dire qualcosa sui due concerti dei Muse, ma non sono sicura, quindi, nel dubbio comincio ad augurare buone vacanze e buona estate a tutti.

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Oh, un sano zombie movie, che se ne sentiva la mancanza.

In realtà sono ironica ma neanche poi troppo.

Il regista è Marc Forster, quello di Neverland, c’è Brad Pitt ed è tratto da Manuale per sopravvivere agli zombi di Max Brooks, il che significa che, se ci lasciano la giusta dose di autoironia, potrebbe anche non essere la solita cosa fatta in serie.

Uscita il 27 giugno.

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