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Quattro anni dopo il primo Unfriended torna l’idea dei social-assassini.

Onestamente pensavo che ci avrebbero messo di meno a riciclarla.

In uscita il 16 maggio. Produzione, manco a dirlo, Blumhouse.

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Captive State

In uscita il 28 marzo.

Sembra dannatamente interssante.

Nel cast anche John Goodman e Vera Farmiga.

In uscita il 21 marzo.

Sembra parecchio interessante.

Tratto da un racconto dello scrittore svedese John Ajvide Lindqvist, autore anche di Lasciami entrare, da cui è stato tratto il film omonimo.

Non gli passa.

E’ difficile che la collera passi. Esiste il verbo incollerirsi, far montare dentro di sé la collera, ma non il suo contrario. Perché? Perché la collera è preziosa, protegge dalla disperazione.

Siamo negli anni Settanta e Dominique e Claude si incontrano.

Lei è schiva e riservata, poco incline a coinvolgimenti emotivi.

Lui è spavaldo, quasi sfacciato nel modo di corteggiarla.

Lei è confusa e un po’ diffidente.

Lui è determinato, senza l’ombra di un dubbio.

Lei abbandona le sue reticenze, persa in una bottiglia di Chanel N.5.

Lui pianifica il matrimonio e la partenza per Parigi.

Entrambi condividono un nome da cui non si deduce il genere di appartenenza.

Nomi epiceni si chiamano, dalla commedia di Ben Johnson intitolata appunto Epicoene.

E proprio per questo tratto comune – e anche un po’ per Ben Johnson – Claude e Dominique decidono di chiamare la loro figlia Épicène.

Il tempo dell’infanzia obbedisce ad altre leggi. La sia densità è pari solo al suo senso del tragico.

Épicène è una ragazza attenta e intelligente. E capisce subito che c’è qualcosa che non va nel padre. Qualcosa che la madre non riesce a vedere, accecata dal troppo amore per il suo uomo. Qualcosa che ha a che fare con una certa distanza di Claude.

Amélie torna e mette in scena un affascinante balletto di amore e vendetta, di perdita e ossessione. Un gioco di specchi ed equilibri in cui la verità si nasconde e si dissimula, persa in mezzo a domande che esigerebbero una risposta ma generano solo altre domande.

Cosa vuol dire amare? Quand’è che l’amore diventa ossessione? Quanto può durare il desiderio di vendetta?

Quanto hanno in comune questi tre diversi sentimenti?

Non gli passerà mai

Amélie Nothomb, I nomi epiceni, Voland 2019

In uscita nelle sale il 18 aprile.

Con la produzione di James Wan si tenta il lancio ricollegandosi all’universo di The Conjuring, anche se resta da capire la misura di questo collegamento.

Di certo c’è il personaggio di Padre Perez, interpretato da Tony Amendola, che è lo stesso prete di Annabelle, ma più di questo non saprei.

Il trailer non è male – anche se il nome di ‘sta Llorona fa un po’ cagare – ma dopo la fregatura che ho preso con The Nun forse dovrei usare maggior cautela nell’entusiasmarmi per i trailer.

Captain Marvel

In uscita il 6 marzo.

Probabilmente sarà sempre la solita storia ma mi incuriosisce comunque.

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