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Archive for the ‘Marvel’ Category

…i ragazzi bisticciano…

Dal 4 maggio nelle sale.

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Ma quanto mi è piaciuto questo Deadpool.

Davvero. Molto più di quel che mi sarei aspettata.

I film Marvel vado a vederli sulla fiducia. Almeno nella maggior parte dei casi. Tolta qualche cazzata esageratamente palese come i nuovi Fantastici 4 o il reboot di Spiderman, credo di aver visto più o meno tutti quelli in circolazione.

E sì, via, parliamo di stereotipi ed eroi fatti in serie ed effetti digitali livellanti e schemi consolidati etc., etc., etc.; e possiamo anche parlare di stravolgimenti dei canoni originari dei fumetti. Va bene.

Però resta il fatto che nella quasi totalità dei casi si ha un risultato sul quale le considerazioni negative vengono a posteriori mentre nell’immediato si esce dalla sala soddisfatti per essersi divertiti.

Morale, la salsa Marvel avrà forse sempre lo stesso retrogusto ma continua a funzionare, quali che siano gli abbinamenti.

Deadpool ha puntato su un lancio un po’ diverso dal solito perché Deadpool è un personaggio un po’ diverso dal solito. Anche in originale, è un po’ ai margini dell’universo Marvel.

Ex mercenario malato di cancro, Wade Wilson accetta di sottoporsi ad un programma che cerca di indurre la mutazione nel corpo di individui non mutanti. Un’organizzazione privata, per così dire, che cerca di creare dei giovani soldati indistruttibili. La stessa che ha messo l’adamantio in Wolverine, per capirci.

Anche Wade muta. E diventa in grado di rigenerarsi. Come effetto collaterale di questa mutazione però rimane orrendamente sfigurato e la pelle di tutto il suo corpo sembra come ustionata.

Wade/Deadpool è una sorta di eroe per caso.

Un antieroe e tutti i costi che spara cazzate in continuazione, agisce per se stesso e parla sboccato.

Un buffone mascherato che si rivolge direttamente in camera di continuo e sciorina battutacce piene di riferimenti a film e personaggi, possibilmente di altri fumetti.

E che continua a rifiutare categoricamente l’offerta di collaborazione degli X-Men della scuola di Xavier.

Rispetto al fumetto hanno fatto parecchi cambiamenti ma rimane comunque un buon lavoro.

Avrei evitato di cambiare l’origine del suo nome (ci ripenso ma continuo a non vederne il motivo) ma ho apprezzato il fatto che abbia mantenuto l’autoconsapevolezza di essere il personaggio di un fumetto – cosa piuttosto rara nel mondo Marvel ma molto significativa nella caratterizzazione.

Anche la portata del suo umorismo da spogliatoio è stata un po’ ridimensionata, cosa che fa riflettere sull’effettiva trasgressività di questo presunto supereroe per adulti che, al di là della facciata, si incastra comunque alla perfezione nel grande quadro Marvel in una sorta di politically uncorrect controllato.

La trama di per sé non è niente di rivoluzionario, anzi. Caduta, risalita, vendetta, gnocca in pericolo da salvare.

A rendere il tutto particolarmente coinvolgente e divertente è la natura stessa del personaggio e la sua comicità spesso grottesca ma assolutamente efficace.

Ad interpretare Deadpool è Ryan Reynolds, che si vedeva già, proprio con questo ruolo, in X-Men – Le origini – Wolverine.

Regia di Tim Miller al suo primo lavoro.

Cinematografo & Imdb.

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Non so. Ok, la Marvel ha un repertorio gigantesco in cui andare a pescare, però questo non mi dà l’idea di qualcosa destinato ad avere un grande futuro in termini cinematografici.

Magari è solo una sorta di preambolo per preparare all’introduzione di un Ant-Man negli Avengers? Ma potrebbero benissimo inserirlo nella squadra senza darsi pena di farci un film dedicato.

Ripeto. Non so. Non mi convince.

In uscita il 12 agosto.

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E niente. Arriva il 22 aprile e io sono felice perché gli Avengers sono cosa buona e mi garbano sempre.

Anche se una particina per Loki potevano pure trovargliela, ecco.

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Che Capitan America non sia mai stato tra i miei supereroi Marvel favoriti è cosa nota ai più.

Al di là dell’istintiva diffidenza che mi ispira, più o meno consciamente, l’incarnazione potenziata del patriottismo americano, ho sempre mal sopportato quel costumino da Superman a stelle e strisce e quello scudo che, in quanto a pacchianeria, è appena un mezzo punto sotto al mantello di Thor.

Ragion per cui, una volta visto il primo film nel 2011 non mi sono sentita particolarmente motivata ad andare a vedere anche il secondo al cinema.

L’ho recuperato la scorsa settimana in dvd, anche perché ha una candidatura agli oscar per gli effetti speciali e siccome sono in piena fase di visioni compulsive pre-cerimonia, non potevo lasciarmi sfuggire l’occasione di depennare un altro titolo dalla lista dei candidati che mi porto sempre diligentemente appresso (per la serie, le cose che se anche uno non le dice fa lo stesso, aka, prove generali di squilibrio mentale).

Il risultato è stato che, alla fine, non mi è poi dispiaciuto, questo Winter Soldier. Ok, continuo a non strapparmi i capelli dall’entusiasmo però nel complesso non è male.

Da cosa comincio? Dall’elenco dei brontolii per le cose che non mi sono andate a genio o dagli aspetti validi?

Boh, facciamo che parto con le lamentele.

La prima è banale ma non ci posso fare niente. Chris Evans non mi garba proprio. E ho un bel ripetermi che alla fin fine quel suo aspetto da sano ragazzone americano è anche adatto al ruolo, sta di fatto che continua a non piacermi. E comunque il Capitan America della Marvel era sì un bellimbusto palestrato in perfetto stile USA, ma di certo non aveva un’espressione così vacua.

Poi. Nick Fury interpretato da Samuel L. Jackson è figo per il film, però continuo a dire che è un tantino snaturante rispetto al personaggio del fumetto.

Il Winter Soldier. Bucky. Quando ho visto che a interpretarlo era Sebastian Stan ero anche contenta. Peccato che risulti piuttosto sprecato. Fisicamente fedele al personaggio originale, dal punto di vista della caratterizzazione non gli viene praticamente lasciato spazio. Sì, Capitan America lo riconosce e per circa due secondi mostra incredulo disorientamento e afflizione per il compagno perduto ma non si va più in là di così. Viene ripetuto più volte che oddio è Bucky! per far passare il concetto, però, a parte questo, è poco più di un tizio con un braccio di ferro che mena a destra e a manca.

Probabilmente a causa della patologica esigenza dei film Marvel di lasciare aperte e sospese più strade possibili per preparare il terreno per il maggior numero possibile di seguiti, il risultato è stato la totale mancanza della dinamica relazionale tra Steve e Bucky. Si intuisce che probabilmente darà origine a futuri sviluppi, ma non sarebbe stato male sprecare un paio di battute in più anche qui.

Fine delle lamentele.

No.

Aspetta.

Ancora una.

Con quel cavolo di scudo sulla schiena, la sagoma di Capitan America mentre combatte sembra quella di una Tartaruga Ninja.

Adesso ho finito davvero.

Dicevo prima, nel complesso è comunque un buon film. E, a ben vedere, è anche più fedele del primo allo spirito originale del fumetto.

La trama è complessa e ben articolata. Mentre nel primo capitolo avevamo i classici schieramenti buoni/cattivi senza ombre e senza sfumature, qui l’intreccio si fa più sottile. Il nemico è nascosto nel cuore dell’America e non si sa più con certezza di chi ci si possa fidare.

Impostazione da spy story degli anni Settanta – quasi uno 007 in versione supereroe – con la partecipazione di un attore in qualche modo, a sua volta simbolo degli anni Settanta come Robert Redford.

Scene d’azione coinvolgenti e ben costruite – la sequenza del tentativo di attentato a Fury è fighissima.

Ritmo veloce, struttura coerente, solida e senza cali di tensione.

Ben connotati i personaggi della Vedova Nera – sempre Scarlett Johansson, anche se qui un pochino più tirata e decisamente non al massimo della forma – e Falcon – che sì, è parecchio diverso rispetto al fumetto ma resta un gran bel personaggio sotto tutti i punti di vista.

Ben piazzati i numerosissimi riferimenti agli Avengers, al ruolo di Stark e alle sue varie implicazioni.

E bello anche il finale (ovviamente) aperto – anche se, come dicevo prima, è forse costato qualche sacrificio di troppo in termini di approfondimento del povero Winter Soldier.

Per la cronaca, dei candidati per gli effetti speciali mi manca solo I Guardiani della Galassia ma tanto il mio Oscar va subito e senza indugio a Interstellar.

Cinematografo & Imdb.

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In uscita il 26 marzo.

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Voce dove sei?

—-

Voce?

mmm, che c’è?

Cerca di non essere troppo entusiasta eh

Son quasi le tre di notte, non so che pretendi

Sono irrequieta

Perché sono quasi le tre di notte e non hai ancora scritto il post? Fai bene. Lo sarei anch’io.

No, non c’entra. Sono irrequieta per altri motivi.

Il che significa che qualcosa ti ha fatto incazzare.

Non è vero.

—-

Non proprio incazzare. Mi ha infastidito.

E immagino che tu mi abbia svegliata per farmi chiedere che cos’è che ti turba giusto?

Ovviamente no. Per il puro piacere della tua compagnia.

Sì. Quindi, cos’è che ti ha infastidito?

Mah, come al solito. Dinamiche. Stereotipi.

Tipo?

Tipo questo:

Tardo pomeriggio, esterno, portici.

Personaggi: Io e una vecchia conoscenza che non vedevo da anni, che per comodità indicheremo come vccnvda

vccnvda – cosa fai?

io – vado al cinema

vccnvda – a vedere cosa?

io – Iron Man 3

vccnvda – (con palese irrigidimento di tutta la sua persona oltre che della sua espressione) ah, no, io infliggo a tutti il cinema del dolore

io – (con una risata che forse non era appropriata visto che suonava un po’ come un ma vaff…) mah, io invece guardo qualsiasi genere di film, basta che non siano i cinepanettoni.

vccnvda – (l’irrigidimento a questo punto è talmente esteso che si ripercuote anche sulla corretta articolazione delle parole) ehm, sì, in effetti…potrebbe essere anche interessante guardare questo genere di film…

La conclusione della conversazione non è importante.

Temo di aver capito dove vuoi andare a parare.

La classica posa da io-sono-un-cazzo-di-intellettuale-e-per-dimostrarlo-guardo-solo-roba-troppo-impegnata-che-il-mainstream-mi-fa-orrore-e-vuoi-mica-che-al-cinema-mi-capiti-di-divertirmi-e-poi-iron-man-è-un-produttore-d’armi-americano-e-io-sono-un-cazzo-di-intellettuale-stiamo-scherzando?!?

Pesantezza a tutti i costi perché fa figo. Ho superato la fase tipo al liceo o giù di lì.

Direi che hai reso l’idea.

Ma alla fine Iron Man ti è piaciuto?

Sì. Con qualche riserva ma mi è piaciuto.

Le riserve sono fondamentalmente dovute al fatto che si vede un po’ troppo la presenza della Disney alla distribuzione. Il che significa che il Tony Stark cazzuto e politically uncorrect lascia il posto ad un personaggio apparentemente non proprio cambiato, ma di fatto più leggero, meno stronzo e meno problematico. Ci sono molte più battute e molti più momenti divertenti e alcuni sono obiettivamente un po’ a sproposito, soprattutto durante alcune scene d’azione. Le schermaglie tra Tony e Pepper non sempre risultano convincenti – lo era molto di più la situazione di tensione e di non detto prima che si mettessero ufficialmente insieme – e in generale si è un po’ persa la cinica ironia del personaggio per lasciare il posto a battute immediate quanto – a volte – meno significative. Restano per fortuna la faccia e le espressioni di Robert Downey Jr. a controbilanciare il tutto.

C’è stato evidentemente un lieve slittamento nel target del film, in direzione della categoria “film per famiglie”.

Anche la colonna sonora ne risente. Se pretendere che fosse all’altezza del primo – che si apre con Back in Black degli AC DC e continua con un gran bel repertorio rock-metal – sarebbe stato obiettivamente troppo, si poteva almeno sperare in qualcosetta in più rispetto al gran casino di trombe e tamburi quasi privi di melodia e dall’effetto molto standard – e anche molto vecchiotto – che accompagnano quasi tutte le scene d’azione, il che vuol dire quasi tutto il film.

Tolto questo, comunque, resta un film divertente.

Tantissima azione. E’ di fatto la vera protagonista del film. Ben fatta. Non di quella dove ci son solo esplosioni e basta e non capisci cosa sta succedendo. Di quella buona, con un sacco di trovate. Ok, sì, forse la faccenda di indossare le armature al volo e di richiamarne i pezzi a distanza l’hanno sfruttata persino troppo – o comunque l’hanno spiegata poco – però nel complesso ci sta. Di ottimo livello anche il 3D.

Sul cattivo di turno non dico niente perché finirei per forza con lo spoilerare qualcosa.

La trama non è particolarmente sopra le righe ma non è nemmeno troppo debole. E’ vero che in certi momenti viene il dubbio che sia la trama a supportare l’azione e non viceversa, però non ci sono incoerenze e la narrazione si svolge in modo coerente e lineare. Moltissimi i riferimenti agli Avengers.

Siccome siamo al terzo capitolo, come Peter Parker e Batman insegnano, la tradizione Marvel vorrebbe che il supereroe di turno entrasse in crisi con sé, la propria identità, il proprio passato. Qui probabilmente lo zampino Disney fa sì che Tony se la cavi con un accenno in voce fuori campo a come in passato si sia creato il suo demone. Poi per il resto non pare particolarmente travagliato.

Nel cast ci sono anche Guy Pearce e Ben Kinglsey.

Cinematografo & Imdb.

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