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Archive for 18 gennaio 2018

Seth Ember è in grado di scacciare i demoni dalle persone.

Ma non è un comune esorcista. Lui stesso non ama essere definito esorcista perché l’esorcismo è una pratica religiosa e quello che fa lui non ha a che fare con la religione. O almeno, non con una in particolare.

Quello che fa è entrare nella mente del posseduto e scacciare fuori il demone. Dall’interno.

Ma non lo fa neanche per pura bontà d’animo o per grandi cause ideologiche.

Seth è sulle tracce di un demone in particolare, un demone che lui chiama Maggie, e non porrà fine alla sua caccia finché non l’avrà trovato e distrutto.

E Maggie sembra essere entrata in Cameron, un ragazzino di circa undici anni.

Se le premesse e il trailer potevano far pensare al solito copione da possessione demoniaca con tanto di ragazzino pronto a esibirsi in vomitate verdi o ruotamenti di testa, Incarnate si è rivelato, tutto sommato, una gradita sorpresa.

Senza eccessive pretese che lo avrebbero portato fuori tema, Brad Peyton costruisce un filmetto gradevole, forse più tendente all’action che all’horror ma lineare e, a suo modo, anche originale.

Gli elementi canonici del filone ci sono – con il ragazzino isolato nella sua stanza, le manipolazioni dei demoni, gli occhi strani e così via – così come ci sono le dovute citazioni dai classici del genere. Il tutto però non viene sfruttato per arrivare più rapidamente ad avere un prodotto fatto in serie, ma rimane persino un po’ al margine per lasciare tutto lo spazio necessario alla figura centrale di Seth Ember.

Seth. Sulla sedia a rotelle, sporco e disilluso. Libero come lo è solo chi non ha niente da perdere perché ha già perso tutto.

Aaron Eckart è particolarmente adatto al ruolo e dà vita egregiamente ad un cacciatore di demoni cupo e fuori dagli schemi. Una sorta di esorcista rock con la sua squadra di assistenti altrettanto punk-rock. Una specie di Constantine, se vogliamo trovare un’analogia

Le situazioni classiche da possessione sono appena accennate e si evita di indulgere in contorcimenti e formule.

Si rimane insieme a Seth e si segue il suo lavoro.

Cacciare i demoni è uno sporco lavoro e nel personaggio di Seth non c’è misticismo o nobilitazione spirituale.

Seth è un cacciatore decadente. Un pistolero d’altri tempi. Un operaio della disinfestazione demoniaca.

Molto ben riuscito il protagonista, dunque. Buona l’idea della prospettiva interna alla mente e anche la scelta di lasciare un po’ da parte quello che si è già visto in tutte le salse a favore di un’idea che pare, se non nuovissima, quanto meno un po’ diversa.

Geniale la scelta di usare Sail degli Awolnation nella colonna sonora.

Cinematografo & Imdb.

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