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Archive for 15 settembre 2015

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Non sapevo che Ethan Hawke scrivesse prima di imbattermi in questo libro nel catalogo di Minimum Fax. E non nascondo che la mia prima reazione è stata di perplessità. Non so bene come spiegarlo. Una sorta di istintiva diffidenza probabilmente legata ai molti tentativi che saltano fuori di tanto in tanto di sfruttare la propria fama in un ambito per combinare qualcosa anche su altri fronti.

Riflessioni oziose, in ogni caso.

Ethan Hawke – prego, notare che sto correggendo il nome ogni volta che lo scrivo perché mi viene istintivamente Ethan Hunt, e son cose che dan da pensare – comunque, dicevo, Ethan Hawke è uno scrittore maledettamente bravo. Bravo in modo quasi irritante. In senso positivo, ovviamente.

Jimmy e Christy. Una relazione scombinata come ce ne sono tante. Un punto di stallo che può essere di svolta o di rottura.

A riassumerla, la trama di questo Mercoledì delle ceneri può sembrare anche banale. Una storia raccontata milioni di volte. Gli stessi argomenti, gli stessi cliché. E invece si rivela una sorpresa.

Jimmy e Christy non sono personaggi sopra le righe. Non sono eroi. Sono persone. Alle prese con le loro contraddizioni e con il monumentale compito di imparare a convivere con se stessi prima che tra di loro.

Quasi sempre riuscivo a godermi le persone solo da lontano. Apprezzare gli altri era facile, finché non me li trovavo troppo vicini […]

La bravura di Hawke sta nel riuscire a dire quello che prima o poi tutti provano o hanno provato senza farlo sembrare banale e ritrito. Ci si riconosce, in Jimmy e Christy, si finisce col sentirli affini, per un motivo o per l’altro.

Bravissimo anche nel rendere l’alternanza di punti di vista. Una continua altalena di prospettiva dall’uno all’altra in cui le voci di entrambi sono chiare, definite, reali. Non si sente mai la voce dell’autore dietro il pensiero dei due protagonisti. Si sentono solo loro.

Mercoledì delle ceneri è la storia di una relazione ma non è una storia d’amore. Non è sentimentale eppure sviscera e mette a nudo in modo quasi brutale la verità dei sentimenti, nel senso più ampio del termine. Una verità che non è luminosa e cangiante ma ha il color tortora smorto delle moquette dei motel. Ci sono un uomo e una donna ma non c’è maschile contrapposto al femminile. C’è un miscuglio caotico e struggente, attraversato da lampi di folgorante chiarezza. E’ il caos del Mardi Gras per le strade di New Orleans e la quiete dolorante del Mercoledì delle Ceneri.

Bellissimo. Devo procurarmi altri suoi libri.

Ma nell’oscurità di quella stanza di motel mi resi conto che, sposato o no, nessuno avrebbe mai potuto conoscermi del tutto: la parte più vera di me sarebbe rimasta sempre isolata e sola.

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