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Archive for 30 ottobre 2013

1408

Stephen King è una di quelle cose a cui devo tornare periodicamente, in una forma o nell’altra. Non c’è molto da fare oltre a prenderne atto. Ci sono ancora molti suoi titoli che non ho letto ma tendenzialmente cerco distribuirli più o meno uniformemente in mezzo ad altri autori, un po’ per evitare di diventare compulsivamente monotematica, un po’ perché mi piace la sensazione di avere ancora una consistente scorta di sue storie.

Nel 2007, quando, è uscito al cinema, 1408 è passato piuttosto inosservato. Ricordo di aver appena fatto in tempo a notare che c’era un film tratto da King che era già sparito dalle sale. Tant’è che per un certo periodo non mi sono neanche preoccupata di recuperarlo.

Tratto da un racconto contenuto nella raccolta Tutto è fatidico, 1408 invece è fatto maledettamente bene.

Piuttosto fedele nell’impostazione della trama e del contesto, il film si distacca sensibilmente per quel che riguarda quel che avviene all’interno della camera, senza che però questo tolga qualcosa all’equilibrio della storia.

Ora, il racconto l’ho letto veramente molto tempo fa ma la differenza principale mi par di ricordare che risieda nel fatto che l’orrore che vive Mike nel libro è molto più mentale di quello che poteva essere rappresentato visivamente.

Nel film c’è ovviamente sempre la dimensione assolutamente allucinatoria di tutto quello che succede ma sono stati inseriti ex novo diversi espedienti più legati alla macabra storia della camera e, inoltre, viene sfruttato egregiamente lo sfasamento dei piani fisici, delle diverse dimensioni. Il che fornisce molta più libertà di movimento, proprio da un punto di vista prettamente scenografico, pur rimanendo confinati nei limiti di una stanza d’albergo.

John Cusack, ingrassato (non si sa se per il film o meno) e sciatto, è particolarmente adatto al ruolo di Mike Enslin, con il suo atteggiamento disilluso, cinico e assolutamente poco empatico, con la sua volontà di non credere a niente di sovrannaturale che viene progressivamente costretta a capitolare di fronte agli eventi.

Forse un po’ sopra le righe Samuel L. Jackson nei panni del direttore Olin, ma niente di particolarmente fuori luogo.

Ottima la costruzione della situazione, pochi tonfi dell’audio e forse anche pochi spaventi improvvisi – a parte la scena della finestra-specchio, ecco, lì credo di essere morta – ma una costante e crescente sensazione di terrore che regge per tutto il tempo di permanenza di Mike nella camera. E’ un film incredibilmente angosciante.

In definitiva, se pure il filone delle camere d’albergo maledette è più che inflazionato e se pure King stesso pareva aver già detto tutto quello che poteva dire sull’argomento con Shining, questo 1408 merita decisamente una visione.

Cinematografo & Imdb.

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