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Archive for 18 luglio 2013

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Ho finalmente messo le zampe su The Weight of Your Love degli Editors e sta andando in loop da un po’. E per adesso ne dico un gran bene, anche se aspetto ancora qualche ascolto per articolare qualcosa di più.

Il film. Insidious.

Me l’ero perso al cinema nel 2011 e ormai mi ero quasi dimenticata che volevo vederlo. L’ho trovato oggi per caso, intanto che spulciavo i dvd in offerta da Feltrinelli – che se vai per comprare il cd degli Editors, è implicito che uscirai con altre dieci cose che non avevi minimamente programmato.

Regia di James Wan, quello di Saw. Cast pressoché anonimo se non fosse per la parte secondaria di Barbara Hershey.

Giudizio: buono, tendente al molto buono, nonostante qualche scivolone. Persino meglio di quello che mi aspettavo. Pensavo si trattasse della solita casa stregata con annessa possessione del pargolo ma – sebbene non si distacchi poi tantissimo dalla situazione – riesce ad inserire qualche gradita variazione sul tema. Tanto per dirne una, tiene abbastanza fuori la religione ripiegando su un filone più spiritualista.

Temo che dovrò essere un minimo spoilerosa su qualche particolare, altrimenti non riesco a parlare di niente. Non ho comunque intenzione di rivelare particolari determinanti, quindi, se la cosa non vi turba, continuate pure a leggere.

Anche gli elementi canonici del genere sono utilizzati in modo insolito, a partire dalle inquadrature, molto dirette fin da subito. C’è fin dall’inizio una fortissima chiarezza sulla presenza fisica di ciò che disturba la casa. Ci sono le classiche scene notturne di rumori e di movimenti quando sono tutti addormentati, ma ci sono anche molte scene di giorno, in piena luce, come a voler fugare del tutto qualsiasi possibilità di dubbio. Non è suggestione, non è allucinazione. Sta succedendo.

Approccio più spirituale, dicevo, non tanto religioso, e in questo è carina la soluzione adottata per spiegare la condizione del bambino, andando a rispolverare il concetto di viaggio astrale e la visione staccata del proprio corpo – apro e chiudo una parentesi: sto leggendo L’ètà sottile e sono esattamente al punto in cui si parla di viaggio astrale. Poi dicono le coincidenze. Idea carina, dicevo, anche se poi alcuni elementi di supporto a questa spiegazione risultano un tantino semplificati, sia concettualmente che visivamente.

Divisione piuttosto netta in due parti. La prima, in cui non si capisce ancora esattamente cosa stia succedendo e soprattutto dove si voglia andare a parare, che ti fa veramente cagare sotto.

La seconda, sempre inquietante ma un po’ meno tesa, con tutta una sequenza di rituali che, come dicevo prima, sono un po’ troppo sbrigativi.

Impiego un tantino eccessivo della colonna sonora a scopo infarto dello spettatore. Non tanto nella prima parte, che si autoalimenta senza problemi, quanto nella seconda, dove palesemente i picchi sonori cercano di compensare il calo. Oltretutto, scelta musicale vagamente anni cinquanta, con violini stridenti e cacofonici.

Visivamente abbastanza curato, niente splatter, alcune presenze molto ben riuscite e inquietanti – cosa abbastanza importante dato che si vedono molto bene – anche se forse poteva essere sfruttata un po’ meglio l’opportunità offerta dall’altra dimensione – non dico altro per evitare di farmi scappare qualcosa. Capirete.

In definitiva, non un horror strettamente tradizionale ma una ghost story di tutto rispetto.

Se da domani non trovate più post è perché il gatto mi è zompato ancora una volta intorno senza preavviso e a me è preso un colpo. Che si sa che di notte a suggestionarsi non ci va niente…

Cinematografo & Imdb

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